Un “Mondo Piccolo”, di Arte e Cultura (IV settimana)

Siete nella sezione Storie #teatropiccolo!
IV settimana
A partire da giovedì 20 marzo e fino al 21 agosto vi regalerò un frammento dell’identità del Teatro goldoniano più piccolo esistente.
Lasciatevi trascinare dalla vostra immaginazione e/o dall’emozione che avete provato visitandolo. Le sue storie sono le storie di tutti noi, reali o immaginarie: che cosa vi suscitano i due hashtag in elenco?
Raccontatecelo via twitter, corredatele con immagini e video, le raccoglieremo per voi in delle mini-storie e board su Storify e Pinterest! E chi fra i partecipanti più assidui ed emozionati ci coinvolgerà con la sua tweet-storia ispirata alle vicende del Teatro, settimana dopo settimana, si meriterà di riceverla trascritta ed inviata per lui/lei in una pergamena speciale di Amico del Teatro più Piccolo del Mondo.

Ne selezioneremo da una a tre al termine di questa avventura.

Questi gli hashtag della IV settimana:
#teatropiccolo/Mondopiccol0
#teatropiccolo/SummitArte

L’emozione che passa attraverso uno dei luoghi più piccoli esistenti è palpabile e condivisibile.
Lo è perché il luogo è palesemente il modello di Teatro goldoniano ottocentesco della dimensione più ridotta nella sua completezza di elementi architettonici, come leggevate anche qui, lo è perché “può considerarsi unico nella sua tipologia, come intelligente via di mezzo fra gli allestimenti teatrali cinquecenteschi in ambienti preesistenti ed il tipico teatro all’italiana, dove atrio, sala e spazio scenico si integrano in un codificato equilibrio” (dalla Relazione tecnica redatta dai progettisti e direttori del restauro terminato nel 1993, gli architetti Mario Struzzi e Paolo Leonelli), ma… le stesse nove famiglie proprietarie del Teatro della Concordia nel 1808 scrissero: “la civiltà non si misura a cubatura né a metri quadri”.
Pertanto l’emozione che passa attraverso uno dei luoghi più piccoli esistenti è palpabile e condivisibile soprattutto perché al suo interno ti senti protagonista di una dimensione scenica suggestiva e avvolgente, che si sviluppa intorno a te lasciandoti libero e libera di inventare e proiettare in questo salotto culturale la mappa interiore che più ti si addice, qui ed ora.
Così in esso vivono infinite voci, da oltre duecento anni, che qui si sono confuse, alternate, innalzate, aggregate, divise.
“Il sipario si apre, entra in scena una voce” – scrive Valerio Millefoglie.
È stato qui lui, lo scorso anno, ad ascoltare nel silenzio di questo tempio laico quelle voci fuori campo e fuori tempo che gli toccavano l’anima e le ha racchiuse nel suo libro “Mondo Piccolo, spedizione nei luoghi in cui appena entri sei già fuori”, una raccolta edita Laterza di quei luoghi piccoli che in giro per il globo hanno catturato la sua emozione come il Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio.
E qui sta per tornare con la sua Operetta, sabato 12 aprile alle 17.30 a performare quel silenzio di una voce, attrice protagonista, che è la voce di chi si è perso nella bellezza di questo luogo:

«Io c’ero quando la parrucca di un’attrice prese fuoco e per qualche attimo la recitazione fu stupenda e indimenticabile, c’ero quando i fascisti presero possesso del teatro e disegnarono sui palchetti il loro simbolo, c’ero quando c’eravamo io, la soprano Antonietta Stella e Gina Lollobrigida, c’ero anche ai veglioni con tutto il paese dentro, così mascherati però non ci si conosceva più tutti, pareva un altro paese, un altro mondo, chi erano quelle persone?»

E mentre aspetto che ci raggiunga Valerio e mi preparo per lasciare queste dolci colline umbre alla volta di Milano per il 4° #SummitArte e Cultura, rifletto su quanto la cultura abbia valore potendo trovare finalità in se stessa, come poche altre cose possono, perché è bellezza per gli occhi e diletta i sensi, ci investe di energie positive elevandoci oltre la dimensione fenomenologica dove tutto accade, a immaginare un mondo delle idee nostro e condivisibile.
La cultura eleva l’uomo e non è per forza un diktat che “con la cultura non si mangia”: il patrimonio “Made in Italy” si caratterizza essenzialmente per la proposta di una identità locale fatta di tradizione enogastronomica, artigianale, architettonica e paesaggistica che muove turismo.
La sfida è verso la sua sostenibilità, programmaticità ed integrazione.
Ed ovviamente l’investimento di risorse per mantenere ed innovare la fruizione: a partire dal piccolo, a partire da ognuno di noi, a partire da quel che non ci costa nulla quando facciamo la dichiarazione dei redditi, come il 5 X Mille.
Questo è quello che possiamo fare per il Teatro più Piccolo: il 5 X Mille per il Teatro della Concordia, progetti realizzati e da finanziare.

Io ci sono, e voi?

Mondo Piccolo, presentazione di Valerio Millefoglie al Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio

 

Serena Brenci Pallotta

About Serena Brenci Pallotta

Una laurea con lode in economia e gestione dei servizi turistici e la vocazione per la comunicazione a 360°: dal marketing territoriale e culturale alle dinamiche internazionali di corporate governance e marketing strategico, disaminate con una permanenza ed una tesi specialistica all'Università svedese di Kristianstad, fino agli approfondimenti in comunicazione digitale al Sole 24 Ore. Gestalt counselor certificata REICO e Storyteller per vocazione. https://it.linkedin.com/in/serenabrenci
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