Fare i conti con la maturità (XIV settimana)

#teatropiccolo/maturità

Ad appena due anni e mezzo dalla “maturità” dell’A.p.s. che lo gestisce il Teatro della Concordia si ripensa, lo fa spesso, con l’animo gioioso che si alterna alla nostalgia delle emozioni vissute, vibranti in una sequenza di arioso scorrimento visuale su quel palco.
La commozione con cui la prima assemblea dei nuovi soci il 2 luglio 1993 dava vita alla “Società del Teatro della Concordia” del XX secolo, la stessa commozione che trovava concretezza con la prima stagione teatrale 1994-95, breve eppur già sentita in uno spirito condiviso: l’allora compagnia teatrale del paese che si esibiva coi sogni e la voglia di metter in scena i propri entusiasmi, i concerti di Natale e degli Auguri del Nuovo Anno, che sarebbero diventati spiritualmente emblematici per tutti gli Amici del Teatro più Piccolo del Mondo negli anni a seguire, fino ancora ad oggi.
E vedere quella stessa stagione teatrale ogni anno più variegata, arrivando ad ospitare prosa d’autore e popolare in vernacolo, musica classica, jazz, che spazia dal barocco italiano al latino americano, fino all’opera e alle colonne sonore più coinvolgenti dei film.
Ospitare artisti emergenti internazionali, come Johanna Beisteiner e Lavinia Bocu, altri già affermati come il tenore Gianluca Terranova, Pino Strabioli, una calamitante Claudia Campagnola ed un emozionato Remo Girone, l’ammirazione più profonda per la grandezza di Rita Levi Montalcini a suo agio su quel palco semplice e piccolo, l’onore per poter ospitare un membro di giuria come Corrado Augias per il Festival del Monodramma del 1998, premio nazionale che ha sollecitato la produzione del monologo stimolando drammaturghi, scrittori, attori e registi a misurarsi con la piccola dimensione, sia di struttura che di “mercato”.

Un pianoforte, attesa e libertà

Un pianoforte, attesa e libertà

La maturità arriva carica di sacrifici, aspettative e ideali, stratificati via via nei tentativi che si strutturano in consapevolezze, acquisizione dell’errore e coscienza della propria identità.
La maturità ha viva in sé quella magia imperitura di immagini fissate nell’eterno ritorno di Nietzsche, lì nelle nostre viscere, magari dimentichiamo i dettagli di quell’esame universitario che ci costò stanchezza e fatica ma la sensorialità connessa alle ultime corse verso il portone dell’istituto superiore, gli sguardi carichi di cinque anni ampi e controversi rivolti verso la fila di banchi disposti sul corridoio per le prime tre prove scritte, i volti cari di quei giorni e le notti prima degli esami (e dopo gli esami) quelli no, quelli sono fervidi e costanti fra i ricordi dei passaggi focali della nostra vita.
La maturità di #teatropiccolo è arrivata nel 2011, un po’ di sottecchi rispetto a quella pomposa annunciata da un qualche diploma, perché in realtà resta sempre il più piccolo che, con umiltà e sacrifici, continua a conquistarsi l’apprezzamento dei visitatori e lo stupore dei sostenitori del bello, la resilienza del gruppo di volontari che si occupano instancabilmente ed incessantemente ogni week end dell’accoglienza e sorridono con garbo e amore profondo ai Certificati di Eccellenza TripAdvisor 2013 e ancora 2014, che il Teatro della Concordia ha conquistato grazie alla loro cura e al suo splendore.
E allora si può effettivamente fermare, giusto un attimo a ripensarsi nei suoi passaggi focali: il suo gemellaggio nel 1997 con il teatro più grande, il Farnese di Parma, che conta 4000 posti; l’emissione nel 2002 di un francobollo delle Poste Italiane raffigurante l´interno del Teatro della Concordia, per il Patrimonio Storico Artistico e Culturale Italiano; il Bicentenario del 2008 con il nuovo annullo filatelico delle Poste Italiane e l’inaugurazione della sala espositiva dedicata alla memoria storica del Teatro Nello Latini; le aziende che l’hanno scelta come location per i loro eventi e gli eventi emozionali che hanno fissato l’eternità di alcuni istanti fra quei palchetti per le coppie che si stavano sposando, i bambini che facevano la loro prima recita, la fidanzata che ha ricevuto a sorpresa una dichiarazione d’amore… e ancora ancora… non siamo mai abbastanza “maturi” fin quando possiamo ancora permetterci di stupirci!
(…O forse è proprio questa la condizione imprescindibile per esserlo).

 

Serena Brenci Pallotta

About Serena Brenci Pallotta

Una laurea con lode in economia e gestione dei servizi turistici e la vocazione per la comunicazione a 360°: dal marketing territoriale e culturale alle dinamiche internazionali di corporate governance e marketing strategico, disaminate con una permanenza ed una tesi specialistica all'Università svedese di Kristianstad, fino agli approfondimenti in comunicazione digitale al Sole 24 Ore. Gestalt counselor certificata REICO e Storyteller per vocazione. https://it.linkedin.com/in/serenabrenci
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